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University reform in Italy : Unions and associations say "no"

Press release by the principal italian organizations concerned with higher education and research (27/11/09)

le 6 décembre 2009

In a united declaration unions and associations oppose the new law project organizing university on the following grounds :

  • lack of real consultation for elaborating the law
  • drastic loss in the universities autonomy due to
    • omnipotent university president and board of direction
    • submission of the Education Minister to the Economy Minister
  • aggravation of local clientelism
  • aggravation of precarity among researchers
  • lack of funding

etc (english summary MPG)

Documento unitario su DDL governativo

ADI, ADU, AND, ANDU, APU, CIPUR, CISAL, CISL-Universita’, CNU, CNRU, CONFSAL, FLC-CGIL, RDB-CUB, SNALS-Docenti Universita’, SUN, UDU, UGL-Universita’ e Ricerca, UILPA-UR

Il DDL su “Norme in materia di organizzazione delle universita’, …” presentato dal Governo al Senato e’ stato elaborato in quasi un anno in sintonia con la CRUI e senza una reale consultazione delle Rappresentanze sindacali e delle Organizzazioni universitarie.

Il DDL pone finalmente per iscritto le intenzioni del governo su quelli che sono ritenuti i nodi centrali della organizzazione e della gestione del Sistema universitario.

Le soluzioni proposte, a nostro avviso, non consentono il rilancio dell’Universita’ pubblica come Istituzione strategica per il progresso culturale, sociale ed economico del Paese, anche per la mancanza di adeguati investimenti.

Del DDL si evidenziano i seguenti punti sui quali siamo particolarmente critici :

- l’Universita’ pubblica non viene piu’ indicata come “sede primaria della ricerca” ;
- l’autonomia del Sistema universitario viene svuotata sia a livello locale sia a livello centrale, concentrando in poche mani (il Rettore e il Consiglio di Ammnistrazione) il potere di gestione degli Atenei e assoggettando il Ministero competente a quello dell’Economia ;
- i previsti meccanismi concorsuali potrebbero addirittura accentuare il localismo, senza eliminare i casi di nepotismo e senza premiare il merito ;
- i problemi del precariato vengono aggravati con l’aggiunta del ricercatore a tempo determinato alle attuali innumerevoli figure a termine, invece di procedere alla loro totale sostituzione con un’unica figura pre-ruolo, dotata di autonomia e responsabilita’ diretta di progetti di ricerca ;
- assenza di qualsiasi riferimento al destino degli attuali ricercatori di ruolo ;
- assenza di qualsiasi riferimento alla rappresentanza e al destino del personale tecnico-amministrativo ;
- la nuova figura del “direttore generale” rischia di sovrapporsi a quella del rettore ;
- le indicazioni sul diritto allo studio risultano generiche.

Nelle singole sedi saranno indette Assemblee per discutere e approfondire i contenuti del DDL.

Il 15 gennaio 2010 torneremo a riunirci a Roma per valutare gli sviluppi della situazione, tenendo anche conto dell’esito della Assemblee di Ateneo. Conseguentemente si decideranno le iniziative piu’ adeguate. Inoltre si programmeranno gli incontri con le Forze politiche e i Gruppi parlamentari.

Roma, 27 novembre 2009